Climate speaks Italia
Climate speaks Italia

Climate speaks Italia

Un contest fra giovanissimi al termine del quale chi vince è il Pianeta. Utile innanzitutto a far sentire la voce delle nuove generazioni sui temi dello sconvolgimento climatico, della protezione ambientale, della costruzione di un mondo più sano e giusto.

È “Climate speaks Italia”: l’evento speciale che Saperenetwork promuove giovedì 11 novembre, alla vigilia della chiusura a Glasgow del vertice Onu sul clima, insieme agli studenti del territorio che ospita il “Festival europeo di poesia ambientale”.

“Climate speaks Italia” si ispira all’iniziativa promossa a New York dal “Climate museum” insieme al NYC Department of Education’s Office of Sustainability che ha coinvolto le scuole superiori della città. E l’appuntamento con l’edizione italiana è al Teatro Preneste di Roma per una gara fra i “millennials” che presenteranno poesie, brevi speach e prose poetiche create individualmente o per piccoli gruppi al fine di lanciare un ulteriore messaggio ai governi e all’opinione pubblica perché s’intraprenda una transizione autentica, rapida e sostanziale verso la sostenibilità.

Ma “Climate speaks Italia” va oltre l’evento di una giornata. Comprende infatti alcuni laboratori di scrittura poetica che il “Festival europeo di poesia ambientale” sta realizzando nei tre istituti scolastici del quinto Municipio di Roma che si sono uniti per primi a questo progetto: il Liceo Classico e Linguistico “Immanuel Kant”, il Liceo Scientifico Statale Francesco d’Assisi e l’Istituto Comprensivo Simonetta Salacone, intitolato all’indimenticabile dirigente scolastica che si è a lungo impegnata per una scuola inclusiva e innovativa.

La supervisione del progetto è affidata alla poetessa e studiosa Francesca Tuscano, cureranno i laboratori il docente in “Mediazione culturale” Antonio D’Ambrosio della Sapienza Università di Roma, la poetessa Asia Vaudo e il rapper Militant A. La giuria sarà composta, oltre che da Francesca Tuscano, dalla giornalista civica Rosy Battaglia e da Antonia Santopietro dell’associazione Zest letteratura sostenibile.

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