Alexandra Petrova
Alexandra Petrova

Alexandra Petrova

Nata a San Pietroburgo, Alexandra Petrova studia lingua e letteratura russa all’Università di Tartu (Estonia), seguendo i corsi di Jurij M. Lotman. Pubblica le sue prime poesie nel 1990, dapprima su riviste samizdat come “Mitin Zhurnal”, poi anche su riviste russe in esilio, tra cui “Kontinent”, fondata a Parigi. Scrive articoli sulla realtà israelo-palestinese, pubblicati anche in Italia, e traduce dall’ebraico autori come Edgar Keret. Nel 1994 pubblica il suo primo libro di poesie, “Punto di stacco”, che raccoglie versi scritti in Russia e in Israele. Nel 1998 arriva in Italia. È invitata a eventi culturali italiani ed esteri. Nel 2000 pubblica il suo secondo libro di poesie e prosa, Permesso di vivere”, ma anche “Permesso di soggiorno”, “Veduta sull’esistenza”, finalista del Premio di Andrej Belyj. Nel 2003 esce “I pastori di Dolly, operetta filosofica in dieci scene” (Onyx Edizioni), seguito, nel 2005, dalla raccolta di poesie con testo a fronte “Altri Fuochi” (Crocetti, introduzione di Stephanie Sandler). Nel 2008 è di nuovo finalista del Premio di Andrej Belyj con il suo terzo libro di poesie “Solo alberi”, edito da NLO con un’introduzione di Stephanie Sandler. Nel 2008 è poeta residente alla Fondazione di Casa di Mateus di Vila Real, in Portogallo, e viaggia negli Stati Uniti per una serie di letture in università come Harvard, Princeton, Berkeley, Penn e Brown. Nel 2011 è invitata all’Università dell’Iowa nell’ambito dell’International Writers Program e residente dell’Island Institute a Sitka, in Alaska. Nel 2016 pubblica il suo primo romanzo, “Appendix” (NLO, Mosca), con cui vince il Premio di Andrej Belyj ed è finalista del “Premio Nos”. Il romanzo è inserito dal Times Literary Supplement tra i “Books of the Year 2016”. Nel 2018 torna negli Stati Uniti per una serie di incontri dedicati al romanzo “Appendix” alla Columbia University, N.Y., all’università di Princeton e ad Harvard, e come ospite dell’AATSEEL (American Association of Teachers of Slavic and East European Languages). Collabora con numerose riviste di prosa e di poesia, di critica letteraria e di critica d’arte contemporanea. Suoi scritti sono apparsi in diversi volumi collettivi, tra cui “La nuova poesia russa” (Crocetti, 2003) e, più recentemente, “Nanopoetica. Shira Rusit 1970-2020”, (Gerusalemme, 2020). Oltre che in italiano, suoi testi sono stati tradotti in inglese, tedesco, ebraico, portoghese, serbo, slovacco, sloveno e cinese, e commentati da numerosi critici e slavisti. Come traduttrice ha curato la versione russa di “Grammatica della moltitudine per una analisi delle forme di vita contemporanee” di Paolo Virno per la casa editrice Ad Marginem (Mosca) e sta attualmente collaborando a un’antologia di poesia italiana contemporanea. È stata inoltre ideatrice e curatrice della rassegna “Il cinema italiano del XXI secolo” per il festival cinematografico di Krasnojarsk. Dal 2020 è docente di lingua e letteratura russa all’Università Roma 3. Lavora a un nuovo libro di prosa e alla sua prossima raccolta poetica.

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